Juvenilia

Associazione culturale

Perche' abbiamo bisogno d'approvazione?

Cristina Frabotta

Nell’era dei Social Network e dei like, il peso del giudizio altrui e la paura delle critiche sono sfociati nel più sottile e irrazionale bisogno di essere approvati dalla massa.

Perché nasce questa necessità?

L’uomo è indubbiamente un individuo sociale, pertanto esige il contatto e il rapporto interpersonale; quello che spesso si cerca è la lusinga che fornisca gratificazione, probabilmente per aumentare l’autostima e la sicurezza, così da credere maggiormente nelle proprie capacità. Questo non è un aspetto negativo, in quanto accresce l’ambizione che porta a migliorarsi. Il problema sorge nel momento in cui non si riesce a vivere come si vorrebbe, poiché pensieri e azioni dipendono esclusivamente da quello che pensano e apprezzano gli altri.

La nostra immagine dipende da quello che riceviamo dal mondo che ci circonda, quindi l’ambiente familiare, scolastico o lavorativo, gli amici, la realtà di paese e la realtà virtuale.

Il bisogno di approvazione rischia di diventare patologico quando è fonte imprescindibile del proprio benessere e se il comportamento cambia a seconda dell’opinione e del contesto.

Cerchiamo di analizzare quanto realmente sia importante essere apprezzati e quanto non esserlo sia un problema.

Essere in disaccordo con consapevolezza vuol dire riuscire ad argomentare razionalmente le proprie convinzioni; questo atteggiamento è alla base del dialogo e, considerando che cambiare idea è segno di maturità ed intelligenza, è un aspetto fondamentale per la crescita di una società.

Non riuscire a dire di no e anteporre gli interessi altrui alle proprie necessità e ai propri affetti può essere causa di infelicità, poiché può far perdere tempo e persone che non si potranno recuperare.

L’aspetto esteriore è importante nella misura in cui serve a piacere a se stessi; se si cerca solo l’approvazione altrui, non saranno i trucchi o gli abiti costosi a rendere belli, poiché  in ogni caso mancherà la capacità di piacersi.

La paura di essere rifiutati e criticati porta a perdere la propria spontaneità e fingersi qualcuno che non si è realmente. Per evitare che ciò accada, è necessario prendere consapevolezza di alcuni aspetti.

È impossibile piacere a tutti; le motivazioni possono essere molteplici, ma è irrazionale pretendere di essere apprezzati da chiunque.

Il giudizio degli altri è irrilevante nel momento in cui si comprende di essere gli unici a sapere chi e come siamo realmente, a sapere cosa abbiamo e cosa non abbiamo fatto. Chiacchiere e pregiudizi cadono di fronte alla propria coscienza.

Bisogna prendere le decisioni che vogliamo veramente, senza rimpianti, senza paura di sbagliare, poiché l’errore non è negativo nel momento in cui ci fa crescere e maturare.

Siamo uguali ma siamo diversi. Siamo uguali come persone, poiché non esistono esseri superiori, sono i nostri valori a qualificarci al di là del lavoro che svolgiamo e dei beni materiali che possediamo. Siamo diversi nei gusti e nelle opinioni, quindi il dissenso non equivale al rifiuto della persona nella sua totalità e complessità.

Nell’era dell’apparenza è difficile trovare il nostro vero volto. Il rischio più grande è che siano gli altri a costruire la nostra identità, il nostro aspetto, il nostro comportamento e perfino il nostro valore.

 

Come direbbe Seneca, “Impara a piacere a te stesso. Quello che pensi tu di te stesso è molto più importante di quello che gli altri pensano di te. ”