Favolacce (2020): Il buio sotto la superficie
Nicola Cera
La seconda opera cinematografica dei Fratelli D’Innocenzo è “Favolacce”(2020), presentato in anteprima al Festival internazionale del cinema di Berlino il 25 febbraio 2020, in cui vince Orso d’argento per la migliore sceneggiatura e va in concorso per l’Orso d’oro. A causa della pandemia Covid-19 l’uscita nelle sale cinematografiche viene annullata e viene distribuito sulle piattaforme on demand a partire dall’11 maggio 2020.
Favolacce (2020) dei fratelli D’Innocenzo è un film disturbante, personale, di quelli che ti accompagnano nei giorni successivi. La pellicola narra l’intreccio di storie di alcune famiglie della provincia romana, in cui a fare da protagonisti sono i bambini. Genitori incapaci di capire e di farsi capire dai loro figli, troppo distratti da problemi effimeri e superficiali. Una noncuranza ed un’incomunicabilità verso i figli che porta quest’ultimi, quasi inconsapevolmente, a gesti estremi.
A differenza dalla loro opera prima “La Terra dell’abbastanza” (2018) in cui la macchina da presa era sempre vicina ai due protagonisti, quasi a far vivere con lo spettatore la loro scesa nel baratro, in Favolacce (2020) i fratelli romani cambiano registro. I campi larghi infatti vengono utilizzati spessissimo anche per coprire intere scene. Con uno sguardo distaccato ed “oggettivo”, lo spettatore guarda dall’esterno la disperata situazione di queste famiglie romane, in cui l’ambiente, per la sua potenza evocativa sembra essere parte integrante del film.
Paolo Carnera, autore della fotografia cinematografica del film, conferma il sodalizio con i fratelli D’Innocenzo, e con “Favolacce” si spinge oltre e si evolve sperimentando ed osando. La fotografia dell’autore della cinematografia veneto disorienta lo spettatore, lo porta altrove, in uno spazio indefinito nonostante l’osservatore riconosca quei luoghi come veri, esistenti. Una parvenza di sogno, di qualcosa di surreale viene fuori visivamente dall’ottimo lavoro dell’autore della cinematografia. Il quale, spesso operatore di macchina, riesce ad interpretare ed a captare al meglio l’atmosfera e la realtà che aveva davanti.
Nonostante la piccola filmografia dei fratelli D’Innocenzo, possiamo notare come la loro poetica si incentri principalmente nell’esplorazione del lato oscuro della gioventù moderna, vittima di una società competitiva e soffocante, in cui la moralità e le idee lasciano il posto ad una macchinosa e cinica sopravvivenza.