Juvenilia

Associazione culturale

Estetica del calcio provinciale

Nicola Cera

Secondo Pasolini il calcio rappresenta “l’ultima rappresentazione sacra del nostro tempo. È rito nel fondo, anche se è evasione. Mentre altre rappresentazioni sacre, persino la messa, sono in declino, il calcio è l’unica rimastaci. Il calcio è lo spettacolo che ha sostituito il teatro”.

Lontano da meri interessi economici, dallo strapotere dei diritti televisivi, dai potenti riflettori c’è il calcio puro, lungi dal calcio moderno, il calcio di provincia. Una realtà unica in cui la differenza fra tifoso e giocatore si annulla, si ridimensiona e si completa. Una realtà in cui ancora si respira l’umanità vera, quella passionale, fatta di brividi, insicurezze, sfottò, preghiere ed imprecazioni. E’ il calcio di provincia, strapaesano, orgogliosamente campanilistico, strapartecipato, silenzioso mediaticamente perchè inosservato e boicottato ma invadente nei sentimenti e nelle passioni.
Concludendo con Pasolini, egli espone un interessante analogia fra calcio e poesia: “Ci sono nel calcio dei momenti che sono esclusivamente poetici: si tratta dei momenti dei «goal». Ogni goal è sempre un’invenzione, è sempre una sovversione del codice: ogni goal è ineluttabilità, folgorazione, stupore, irreversibilità. Proprio come la parola poetica. Il capocannoniere del campionato è sempre il miglior poeta dell’anno. Il calcio che esprime più goals è il calcio più poetico.”