IL TERRITORIO
Juvenilia, opere dei giovani, è un’associazione che nasce dalla volontà di aggregazione dei ragazzi del territorio di Trevi nel Lazio, alla ricerca di nuove piazze culturali, nuovi legami ed idee da condividere.
Le attività del gruppo si concentrano nel territorio di Trevi, piccolo comune della provincia di Frosinone.
Splendidamente arroccato nell’alta valle dell’Aniene, tra i monti Simbruini e i monti Ernici, il borgo offre scorci suggestivi sulle verdeggianti boscaglie e verso le montagne circostanti, mentre la mole del Castello Caetani sembra fare la guardia al paese sottostante.
Molte attività sono mirate a valorizzare il patrimonio culturale, artistico, religioso del ridente borgo montano, le cui origini sono collegate alla presenza dell’antico popolo degli Equi, a cui subentrò la dominazione romana. Quest’ultima diede vita, in seguito, alla tribù degli Aniensis (dell’Aniene), istituita nel 299 a.C.
Il borgo dall’aspetto tipicamente medievale presenta numerosi tesori artistici e architettonici come la Collegiata di Santa Maria Assunta risalente al 1200, successivamente ampliata e restaurata nel Quattrocento e nel Seicento.
Altri luoghi di culto sono l’Oratorio di San Pietro Eremita del 1685, costruito sul luogo dove si riteneva fosse morto il santo patrono del paese e che al suo interno conserva un settecentesco gruppo scultoreo di marmo che raffigura la morte del santo di Trevi.
La Cappella della Madonna del Riposo, del 1483 e l’adiacente cappella di San Sebastiano costruita nel 1486.
Monumento di spicco è il possente Castello Caetani che troneggia sul borgo sottostante. Si fa notare per l’alta torre quadrata, visibile già da alcuni km. Danneggiata dopo il terremoto della Marsica del 1915, essa viene restaurata nel 1984 ed è oggi interamente visitabile.
Il castello fu dimora della nobile famiglia Caetani che si occuparono anche di ampliare gli ambienti e di renderli adatti all’uso abitativo e anche di Papa Bonifacio VIII che soggiorno per un breve periodo di riposo nel 1299.
Opere scultoreo-musicali adattive: La Via dei Canti
VIA DEI CANTI
Tre opere scultoreo-musicali adattive FOCE, AQUILONI, TERRA E CIELO
di LAURA BIANCHINI e LICIA GALIZIA
Realizzate dal Centro Ricerche Musicali – CRM da un’idea di Laura Bianchini e progettate con la scultrice Licia Galizia, le tre opere scultoreo-musicali adattive di Via dei Canti, segnano dal 3 maggio 2019 tre tappe sul Cammino di San Benedetto tra Subiaco-Jenne e Trevi. Un progetto complesso fatto di musica, arte visiva e tecnologia in armonia con la natura e l’architettura del luogo.
Via dei Canti, fra i vincitori del progetto Arte sui cammini promosso dalla Regione Lazio nell’ambito del Sistema di valorizzazione Cammini della spiritualità, lascia spazio a chi lo desideri, di sostare nella calma e nel silenzio del borgo storico di Trevi nel Lazio, per pregare, meditare e riflettere interagendo con gli elementi della natura – la terra, il vento e l’acqua – ascoltando musica e sperimentando una relazione multisensoriale con il contesto.
Incastonate in tre diversi luoghi del centro storico, le tre opere: Foce, Aquiloni, Terra e Cielo, ricreano un percorso sensoriale che corre parallelo all’esplorazione del borgo e ai pellegrinaggi. Gli interventi artistici ridisegnano lo spazio pubblico in maniera visiva e acustica, seguendo la narrazione ancestrale degli elementi naturali acqua, aria e terra. Borgo immerso nella natura, ricco di vegetazione, di aria e di acque incontaminate in cui lo spirito si può rigenerare immergendosi in un totale ascolto di sé, Trevi – il cui significato è trivio – accoglie concettualmente la poetica e la struttura dell’installazione su tre elementi. “L’incontro con ciascuna delle opere – spiegano le due artiste Laura Bianchini e Licia Galizia – rappresenta un tempo e un luogo di partecipazione creativa. Con la sua presenza e la sua azione il visitatore interagisce con esse determinando una variazione musicale: le opere sono in grado, in modo diverso, di distinguere la posizione, la quantità e la velocità dei gesti tattili o sonori del visitatore. Ogni opera si trasforma nel tempo ‘adattandosi’ al contesto ambientale” e questo permette di interagire con timbri, movimenti nello spazio e altezze dei suoni, che si rinnovano costantemente, come il tempo e i modi della fruizione”.
La grande novità sta nelle caratteristiche delle tre opere: la possibilità di rendere partecipativa e responsabile la fruizione musicale e visiva superando la condizione di passività tipica dell’osservazione delle opere d’arte e dell’ascolto musicale per poter sollecitare l’immaginario e la creatività del visitatore; l’integrazione della musica alle arti plastiche, attraverso lo studio delle capacità vibrazionali dei materiali, offrire anche ad un pubblico non esperto, i modi di fruizione confacenti al linguaggio musicale avanzato, stimolando nello stesso tempo la conoscenza, lo sviluppo e l’approccio creativo verso la cultura contemporanea.
All’acqua è ispirata Foce, la prima che il visitatore, arrivando al centro del paese, incontra nel suo cammino; all’aria è ispirata Aquiloni, la seconda del percorso che conduce all’acropoli e situata a metà del percorso; nel punto più alto del paese ove è ubicato il Castello Caetani, Terra e Cielo, ispirata alla terra, alla concretezza della materia ma anche al distacco da essa per l’ascesa verso l’immaterialità del cielo. Ogni opera interagisce con il visitatore quando questi si avvicina dando vita ad un evento musicale ma allo stesso tempo viene elaborata, integrata e mutuata nella musica.
L’obiettivo è accogliere il visitatore in uno spazio di “ristoro” fisico e mentale che solleciti la sua riflessione personale, intima ma anche comunitaria. Una proposta, un esempio evidente di come la creatività artistica interviene nell’immaginario comune, sollecitando la fantasia verso un futuro plausibile e verso nuove forme di relazione tra esseri umani, per il miglioramento della qualità della vita.
Hanno Affiancato le due artiste un gruppo di lavoro con competenze interdisciplinari che ha maturato un’ampia esperienza nella realizzazione di forme d’arte integrate: Michelangelo Lupone (al quale si deve l’invenzione delle tecnologie e il progetto sonologico), Emanuela Mentuccia (progetto esecutivo e inserimento paesaggistico), Alessio Gabriele, Silvia Lanzalone (progetto software di controllo e musicale).
L’opera fa parte di Arte sui Cammini che raccoglie 7 progetti di arte contemporanea finanziati dalla Regione Lazio per la valorizzazione dei Cammini della spiritualità del territorio.
Il Centro Ricerche Musicali – CRM, che ha curato la realizzazione, è un centro all’avanguardia per la ricerca artistico-scientifica e per la promozione della cultura musicale, fondato nel 1990 a Roma che ha prodotto, in forma temporanea e permanente, installazioni d’arte per la valorizzazione del patrimonio storico, artistico e archeologico, come quelle per la Palestra Grande del sito archeologico di Pompei, per la Galleria Nazionale d’arte Moderna, per l’Ambasciata d’Italia in India. Gli allestimenti sono stati realizzati dalla ditta Sistema Lab, esperta in allestimenti museali.
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