Un flusso di coscienza in piena pandemia
Cristina Frabotta
Confucio diceva “Scegli il lavoro che ami e non lavorerai neanche un giorno in tutta la tua vita”. Avevo otto anni quando ho deciso che avrei fatto il medico, ma questa è un’altra storia; ho creduto tanto in quel sogno e l’ho realizzato a ventisei anni. Adesso ne ho quasi trentatré; la mente è messa a dura prova in questo periodo, vacilla e si chiede “Ne è valsa la pena?” Il tempo. Prima era un susseguirsi di giornate, adesso non so più quando il giorno comincia e quando finisce. I turni sono tantissimi, alcuni colleghi si positivizzano e bisogna coprire anche i loro; la vera routine sta diventando fare i tamponi, ma si vocifera che se siamo positivi e asintomatici dobbiamo lavorare lo stesso. Mangio quando capita, dormo quando capita. Sars-Cov2. Non si sa molto, i sintomi sono tantissimi, qualcuno se ne è andato, qualcuno è guarito. Si vive di paura perché le percentuali non esulano dalla certezza di evitare il peggio, è tutto un gioco di probabilità e pure cu.. fortuna, non riesco nemmeno a prendere un caffè senza pensieri fuori dalla mia cucina. Lo sport. Cerco di allenarmi lo stesso come prima, sento che è la mia valvola di sfogo, ma la testa e la motivazione spesso sono assenti. Il cellulare e i social, sempre presenti al giorno d’oggi. Ecco, avrei voglia di spaccare tutto, il telefono squilla in continuazione; positivi, negativi, contatti diretti, malattie croniche, malattie acute, vaccini; pazienti, parenti, amici, notifiche a destra e sinistra, mail, messaggi; si fidano di me e io non riesco ad essere scortese, nonostante senta il peso opprimente dello stress cerco di sorridere ed essere disponibile sempre, di organizzare l’impossibile tra visite ambulatoriali, domiciliari, consulti, richieste, ricette, terapie. Leggo notizie, mi confronto con colleghi di tutta Italia; giornalmente arriva anche il pensiero negazionista; all’inizio mi battevo per spingere a riflettere, ho smesso perché mi sono accorta che era un vero sperpero di preziose energie. Gli affetti. Ho isolato la mia famiglia e i miei amici per tutelarli, ironia della sorte qualche caso è arrivato, mentre io pare sia ancora negativa. Più di tutti, mi manca mio fratello che è in Francia; quanto vorrei poter abbracciare e baciare tutti.. chissà quanto si dovrà aspettare ancora prima di poterlo fare. E poi c’è lui, l’amore della mia vita. Già immaginarlo mi fa sorridere. Ripenso alla prima volta che ci siamo visti; anche quella volta svolgevo il mio lavoro. Abbiamo passato il primo lockdown lontani, tra lacrime e videochiamate; abbiamo deciso che non saremmo più stati soli. E così adesso abbiamo quattro mani che si aiutano, due teste e due cuori che pensano al futuro.Può sembrare un ritaglio di tempo, invece resta la mia priorità indiscussa. Vedo lo sforzo di cercare di capire questa vita complicata, gli vado incontro; ci vuole coraggio, ci vuole determinazione, ma noi ne abbiamo. Nessuno ha mai detto che la vita sarebbe stata semplice; certo adesso sembra più complicata del previsto, ma ciò che conta è non arrendersi. Inseguite i vostri sogni, ricavate soprattutto dai momenti bui la forza, non pentitevi, emozionatevi, siate felici oltre misura nei momenti belli; ogni esperienza, ogni gesto, ogni persona plasma il vostro essere: siate sempre fieri di voi stessi. Innamoratevi, ché l’amore colora ogni attimo e vi illumina, muove ogni cosa. Quindi alla mia mente dico “SI, ne è valsa la pena”.